IL SOGNO DELLA CRISALIDE

“Bisogna stare attenti a ciò che etichettiamo come felicità, perché a partire da quel momento iniziamo a cercarlo all’impazzata.”

 

La frase iniziale è tratta da un romanzo “Il sogno della crisalide” di Vanessa Montfort, che apre utili spunti di riflessione.

Tutti ci troviamo a vivere fasi di vita che ci vedono intrappolati in dinamiche ripetitive e disfunzionali, che possono spezzarsi soltanto mettendo in discussione parti di noi e della nostra vita. Fasi che richiedono il cambiamento, un processo che se pure desideriamo spesso ci blocca, ci spaventa, attivando emozioni che possono destabilizzarci ma anche indicarci la giusta strada da seguire. Per questo vorrei soffermarmi e consigliarvi la lettura de “Il sogno della crisalide” di Vanessa Montfort (2019, Feltrinelli).

E’ la storia di un’amicizia nata in aero, tra due donne un’ex suora, vittima di mobbing e costretta a lasciare la sua congregazione, e un’ex giornalista. Entrambe stanno vivendo un momento esistenziale critico,  caratterizzato dal crollo delle  loro certezze, uno di quelli che  può portare  alla rinascita…proprio come il bruco nella sua crisalide.

Attraverso la drammatica storia della ex-suora, l’altra rivive e riconosce la sua esperienza di mobbing, riconosce le sue nevrosi , le corazze dietro cui si era nascosta fino ad allora….e come lei si nascondono, ci nascondiamo in molti , in quella che l’autrice definisce la società del malessere. Una società che ci rende schiavi (dei soldi, del successo, delle convenzioni, delle mode ecc), che ci trasforma sempre più in piccoli robot e sempre meno in umani, capaci di apprezzare la vita nella sua spontaneità.

Inseguiamo chimere senza prestare attenzione a ciò che siamo a ciò che abbiamo,  smarrendo il contatto con noi stessi... Si sta davvero bene così?  Si sta bene in questa gabbia?

Possiamo  trasformarla  anche  noi in una crisalide e dare il via al nostro processo di cambiamento? Domandiamocelo anche noi come le protagoniste e proviamo a guardarci dentro ad ascoltarci, riconoscendo e accettando anche ciò che blocca queste riflessioni, anche ciò che ci fa più male...cosí cogliamo anche noi la sfida che ci lanciano: spogliarsi,  accettare in modo realistico ciò che si è e ciò che si ha e da qui partire alla scoperta o riscoperta di nostre risorse e limiti... 
Questa è la vera rivoluzione, il vero cambiamento.

E concludo con una sua frase “Il fatto è che abbiamo tutta la vita, ma non tutto il tempo del mondo.”

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